Addio Aldo Sodero, ex professore del Marinelli e storico campione friulano di karate.

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Docente di matematica, l’atleta aveva 74 anni: si è spento nell’ospedale Santa Maria della Misericordia, dov’era ricoverato da un paio di giorni in seguito ad un malore, conseguente l’ictus che lo colpì una prima volta nel 2002 e si è poi ripresentato l’anno scorso, appena prima di Natale.
di Enzo de Denaro

Se n’è andato nella notte a cavallo fra Natale e Santo Stefano. Aldegisto Sodero, per tutti Aldo, è morto all’età di 74 anni nell’ospedale udinese Santa Maria della Misericordia, dov’era ricoverato da un paio di giorni in seguito ad un malore, conseguente l’ictus che lo colpì una prima volta nel 2002 e si è poi ripresentato l’anno scorso, appena prima di Natale. Ma è stato un infarto che l’ha sorpreso nel sonno, lasciando sgomenti i familiari che l’avevano salutato soltanto poche ore prima.
Aldo Sodero è stato un personaggio molto conosciuto e ben voluto, e non solo a Udine, dov’è stato professore di matematica e fisica al Marinelli, Liceo Scientifico udinese in cui ha formato numerose generazioni di studenti, futuri uomini e sportivi.
Almeno fino al 2002 quando, dopo essere stato colpito da un primo ictus, mentre si trovava in gara, andò in pensione. Si sarebbe dovuto dedicare maggiormente a se stesso, ma quella passione per il karate ed il piacere di essere sempre a disposizione dei giovani finì con l’assorbirlo totalmente. Una passione grandissima quella per il karate, disciplina che Aldo Sodero conobbe nel 1963 all’età di vent’anni, quando il karate stesso muoveva i suoi primi passi da queste parti.
Nato il 29 novembre 1943 a Zara, che al tempo era italiana, Aldo Sodero arrivò a Udine che aveva tre mesi soltanto e a Udine ha costruito la sua vita dedicata alla famiglia, alla scuola ed a questa ‘passionaccia’ per il karate che, fra le soddisfazioni che gli ha restituito, c’è stata anche la gioia di portare tantissimi allievi cresciuti nel Bushido Dojo Udine, la sua palestra dove ha insegnato sino qualche giorno fa, a risultati importanti, ma soprattutto è stata sua figlia Roberta che è salita ai vertici mondiali ed è diventata poi allenatore federale, ruolo che svolge tutt’ora.
E così anche Roberto, suo fratello, che di cognome fa Ruberti, è stato vicecampione del mondo e da oltre trent’anni è il responsabile del karate regionale. Tutto in casa Sodero ha sempre parlato di karate e, di karate, ha parlato Aldo sino all’ultimo. “Anche ieri pomeriggio – ha detto sconcertata ed ancora disorientata la moglie Meri Facini – continuava a ricordarmi, nonostante parlasse con qualche difficoltà, che bisogna vedere per l’organizzazione delle qualificazioni per gli Assoluti in programma il 4 febbraio. Era talmente preso che quasi non mi ha parlato d’altro”.
Nella notte è sopraggiunto l’infarto che se l’è portato via e Aldo Sodero se n’è andato con un ultimo atto di generosità. È stata decisa la donazione delle cornee.

Dal Messaggero Veneto del 26 Dicembre 2017